L’Italia è il paese dove si pagano le bollette più alte d’Europa già da prima della guerra, ci aspettiamo interventi sostanziali dal Governo. I prezzi alti dell’energia per le imprese vanno ad impattare sui costi di produzione e quindi sulla competitività dei prodotti italiani sui mercati. Auspichiamo misure strutturali e non tampone. Una riduzione dei costi delle bollette si traduce inoltre anche in aumento del potere d’acquisto delle famiglie. Un ulteriore passo da fare inoltre è quello di distinguere tra le fonti di produzione dell’energia, differenziare tra fonti fossili e rinnovabili, ed incentivare all’utilizzo di queste ultime, oltre che differenziare tra energia prodotta in Italia ed energia importata dall’estero. Bene gli aiuti alle famiglie ma non si possono dimenticare le imprese, se l’energia costa di più per le imprese questo avrà una ricaduta sul prezzo del prodotto finito rendendo di fatto inutili gli aiuti alle famiglie. Non ripetiamo gli stessi errori di 3 anni fa, le misure adottate all’inizio della guerra. Inoltre bisogna procedere a passi decisi verso una sempre maggiore autonomia energetica, essere sempre meno dipendenti dai fornitori esteri. L’energia prodotta in Italia deve costare meno di quella importata. Questo ci aspettiamo dal Governo e ci auguriamo come Conflavoro che si faccia in tempi ragionevoli.
Così il presidente nazionale di Conflavoro PMI Roberto Capobianco a Gazzetta di Milano.
In un recente intervento, il presidente di Conflavoro PMI Varese, Giuseppe Ligotti, ha sottolineato l’importanza cruciale di un piano di incentivi strutturale per supportare le imprese nel processo di efficientamento energetico, fondamentale per lo sviluppo economico.
Ligotti ha dichiarato: “L’efficientamento energetico non è solo una necessità contingente, ma un’opportunità strategica per garantire la resilienza e la competitività delle nostre aziende nel mercato globale.”
Ha inoltre evidenziato come l’implementazione di misure strutturali di sostegno possa facilitare l’adozione di tecnologie innovative e sostenibili, contribuendo così alla crescita economica e alla creazione di nuovi posti di lavoro.
“Un piano di incentivi ben strutturato,” ha aggiunto Ligotti, “permetterebbe alle piccole e medie imprese di affrontare con maggiore sicurezza gli investimenti necessari per la transizione energetica, assicurando un ritorno economico e ambientale significativo.”
Ligotti ha concluso esortando le istituzioni a collaborare con le associazioni di categoria per sviluppare strategie efficaci che possano sostenere le imprese in questo percorso verso l’efficienza energetica e la sostenibilità.
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