Architetto del paesaggio, urbanista e professore del Politecnico di Milano, Andreas Kipar ha co-fondato lo studio internazionale di progettazione Land (acronimo di Landscape Architecture Nature Development).
Un recente rapporto del World Economic Forum ha rilevato che il 44 per cento del Pil globale nelle citt� (31 trilioni di dollari) � a rischio di flessione a causa della perdita di biodiversit�, del collasso degli ecosistemi e della scarsit� di risorse naturali. Quattro citt� su cinque nel mondo affrontano crisi legate al clima. Eppure, proprio le aree urbane sono i principali motori dell’economia globale, contribuendo all’80 per cento del prodotto interno lordo mondiale. Ma solo il 37 per cento delle 500 citt� pi� popolose ha sviluppato una strategia dedicata alla conservazione della natura o della biodiversit�. Urge quindi un cambio di rotta: una “strategia di Natura” condivisa tra governi, citt� e imprese che fornisca un contributo significativo all’economia e ai sistemi sociali. Le nature-based solutions (Nbs) ci offrono infatti una via pi� vantaggiosa rispetto alle alternative tradizionali, garantendo il 28 per cento in pi� di valore aggiunto in termini di benefici ambientali. Malgrado ci�, meno dello 0,3 per cento dell’attuale spesa in infrastrutture urbane � destinata alle Nbs. Una disparit� che si traduce in una straordinaria opportunit� di investimento, che annualmente potrebbe raggiungere i 113 miliardi di dollari e generare oltre 59 milioni di posti di lavoro entro il 2030.
L’architetto e paesaggista e Porsche Consulting hanno presentato al Word Economic Forum il Nature-Factory Manifesto per un nuovo modello di business: le aziende diventino produttrici di natura, dal verde tra le case ci guadagnano tutti
� il terreno fertile emerso dallo scambio di idee e dal coinvolgimento di governance e stakeholder che ha costellato il mio percorso con la Taskforce di Esperti per le NaturePositive Cities del World Economic Forum. Un gruppo internazionale di professionisti di vari settori che, condividendo l’obiettivo di integrare la Natura nel tessuto urbano, sta sviluppando un modello per creare citt� pi� resilienti, eque e vivibili in vista del prossimo decennio.
Aggiornare il sistema
L’AnnualMeeting 2025 del World Economic Forum, tenutosi a Davos lo scorso gennaio, ha rappresentato un ulteriore passo avanti verso questa transizione. In quest’occasione, insieme a Porsche Consulting Italia e Land Italia abbiamo presentato il Nature-Factory Manifesto, un documento che ridefinisce la sostenibilit� come vantaggio strategico per le aziende e pone il Capitale Naturale al centro dello sviluppo economico e del benessere collettivo. Il Manifesto introduce un cambio di paradigma che rivede anche il nostro ruolo di professionisti al servizio del paesaggio, dell’economia e delle comunit�. Per la societ� di consulenza di Porsche, incarna l’adesione a un modello di business che vede le aziende generare Natura, creando valore sostenibile con una pianificazione a lungo termine. Per Land (Landscape, Architecture, Nature e Development), traduce in principi concreti una visione olistica maturata nel corso dei suoi 35 anni di attivit�: il passaggio dalle NaturePositive Cities ai Nature-Positive Landscapes. Identifica le citt� come ecosistemi produttivi, dove la Natura non � pi� un elemento accessorio, ma una componente essenziale del metabolismo urbano.
Pubblico-privato
Non possiamo pi� considerare le entit� urbane come isolate. Il paesaggio che circonda la citt� deve diventare un elemento fondante di questo progetto, perch� una citt� veramente Nature-Positive non pu� prescindere dal contesto naturale che la avvolge. I casi di Valencia e Los Angeles, segnate da devastanti eventi climatici, mostrano con urgenza l’esigenza di un approccio integrato. Il paesaggio urbano del futuro � cos� un organismo ibrido che integra spazi costruiti, aperti e naturali, diventando un luogo inclusivo che unisce etica ed estetica, rafforzando il senso di appartenenza e la relazione tra uomo e Natura. Una Natura diffusa su vasta scala, fonte di profitto e di una migliore qualit� della vita. Il cambiamento, per ora spesso delegato alla regia pubblica, ora potr� partire anche dalle aziende private, non pi� viste come consumatrici esclusive di risorse, ma come attori attivi della transizione ecologica. Il Manifesto supera il concetto di riduzione dell’impatto ambientale, esortando le imprese a diventare autentiche “Fabbriche di Natura” che generano attivamente valore ecologico, contribuendo alla tutela e al ripristino degli ecosistemi. Un’urgenza avvalorata dalle stime del World Economic Forum: l’aumento del finanziamento privato a oltre 102 miliardi di dollari registrato nel 2023 non baster� a colmare il divario annuale di 700 miliardi necessario per conservare e ripristinare adeguatamente gli ecosistemi naturali entro il 2030.
Il ruolo delle imprese
Solo il 5 per cento delle 500 pi� importanti aziende del mondo possiede una strategia di Natura. Promuoverne l’adozione diventa cruciale per definire un piano d’azione di “Nature finance” che parta dall’analisi delle dipendenze e dagli impatti sul territorio, e si traduca in modelli di business Nature-Positive basati sulla valutazione dei rischi, dei KPIs e delle metriche di crescita. Grazie al sostegno di organismi sovranazionali come le banche centrali o multilaterali di sviluppo, le imprese potranno implementare strumenti finanziari come green bond, fondi impact o prestiti legati alla sostenibilit� e crediti di biodiversit�. Un processo trasformativo di tale portata richiede una stretta collaborazione tra pubblico e privato, replicabile ovunque attraverso partnership strategiche che trasformino la sostenibilit� in un investimento redditizio. Rafforzando queste sinergie, ridefiniremo il paradigma delle Public-Private Partnerships, aprendo la strada a nuove forme di Ppp in grado di accelerare i processi decisionali locali e proporre soluzioni di crescita efficaci e misurabili.
Come calcolare il valore
Lo strumento chiave per calcolare il successo di questa trasformazione � il Natural Capital Accounting, utile per quantificare i Servizi Ecosistemici – come regolazione della temperatura, qualit� dell’aria o dell’acqua e resilienza agli eventi meteorologici estremi – e il loro impatto sul benessere collettivo. Solo cos� aziende e amministrazioni potranno prendere decisioni pi� informate, pianificando interventi concreti e misurabili che rendano la sostenibilit� un valore condiviso. Il risultato sar� un “Nature-Positive outcome”, traducibile in un guadagno netto in biodiversit�, salute ecologica e resilienza urbana. Il Nature-Factory Manifesto � un invito che rivolgiamo ad aziende, comunit�, forze economiche, politiche e sociali per ripensare il loro rapporto con la Natura, combinando la resilienza ambientale con nuove opportunit� di crescita e competitivit�. Uno strumento innovativo che delinea per citt� e imprese una roadmap per affrontare la crisi climatica con azioni concrete e scalabili. Esplorando, collaborando e coltivando questo approccio economico Nature-Positive, possiamo plasmare insieme un futuro pi� verde, un “paesaggio” alla volta.
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