Elon Musk ha ricevuto dal governo USA decine di miliardi di dollari


Nel bel mezzo del caos che Elon Musk sta causando negli Stati Uniti con il DOGE, in nome della volontà di incrementare l’efficienza governativa e in ultimo risparmiare i soldi spesi dai contribuenti, il Washington Post ha pubblicato un’indagine che svela che il boss di Twitter, Tesla e SpaceX ha ricevuto dal governo una quantità enorme di denaro, tra prestiti, contratti governativi, sussidi e crediti d’imposta. Si parla di almeno 38 miliardi di dollari, ma probabilmente sono di più.

Il Washington Post, che ricordiamo è da qualche anno di proprietà di Jeff “Amazon” Bezos, cita fonti anonime interne al governo, oltre a documenti di pubblico dominio, come risorse primarie per l’indagine. A quanto pare le prime somme sono iniziate ad arrivare già vent’anni fa, quando una Tesla in gravi difficoltà economiche, ottenne un prestito a tasso agevolato dal Dipartimento dell’Energia, che ironicamente è stato tra i primi colpiti da tagli e licenziamenti di massa a opera del DOGE.

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Ma la maggior parte del denaro, circa il 66% del totale, sarebbe arrivato negli ultimi cinque anni. Solo l’anno scorso le aziende di Musk hanno ricevuto almeno 6,3 miliardi di dollari, per esempio per costruire una nuova fabbrica Tesla e sotto forma di contratti con la NASA nell’ambito del programma per tornare sulla Luna. Come dicevamo, la cifra è probabilmente ben più alta di così: alcuni contratti governativi saranno verosimilmente segreti – in effetti la testata ha trovato tracce di una decina abbondante di contratti, prestiti e sussidi la cui entità non è tuttavia pubblicamente disponibile.

Per il futuro si prevede addirittura un’accelerazione del flusso di denaro. La fonte dice di aver trovato tracce di ben 52 contratti con 7 agenzie governative che dovrebbero portare nelle casse di Musk, o quantomeno delle sue aziende, quasi 112 miliardi di dollari. Calcolando lo stretto coinvolgimento di Musk con l’amministrazione di Donald Trump, di cui ha anche finanziato in modo massiccio la campagna elettorale, è abbastanza palese che ci troviamo di fronte a un conflitto di interessi piuttosto significativo.



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